|
LE SUORE DI SAN GIOVANNI BATTISTA COMUNICANO CON GIOIA E CON PROFONDA
GRATITUDINE A DIO, CHE IL 12 FEBBRAIO 1976
SUA SANTITA IL PAPA PAOLO VI RICONOSCIUTA LEROICITA
DELLE VIRTU DEL LORO FONDATORE SAC. ALFONSO MARIA FUSCO NE
PROMULGO IL DECRETO.
SACRA CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI
Diocesi di Nocera de Pagani
DECRETO
di Beatificazione e Santificazione del Servo di Dio
ALFONSO MARIA FUSCO
Sacerdote secolare e Fondatore della Congregazione delle
Suore di S. Giovanni Battista
Riguardo al dubbio
Se risulta il grado eroico delle virtù teologali Fede, Speranza
e Carità verso Dio e verso il prossimo; ed inoltre delle
virtù cardinali della Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza,
e delle altre con queste connesse, nel caso e allo scopo di cui
si tratta.«Lamore..., in quanto vincolo di perfezione
e pienezza della Legge (cfr. Col. 3, 13; Rom. 13, 10), guida, permea,
e conduce al proprio fine tutti i mezzi di santificazione. Per cui
lamore verso Dio e verso il prossimo distingue il vero discepolo
di Cristo » (Conc. Vat. Il; Costituz. Domm. Lumen Gentium,
42).
Di questa fondamentale qualità della perfezione cristiana
che lultimo Concilio Ecumenico Vaticano richiama così
spesso alla mente dei cristiani , fu insignito il servo di
Dio Alfonso Maria FUSCO.
Nacque in Angri, cittadina popolosa della diocesi di Nocera de
Pagani e della regione della Campania, il 23 marzo 1839. I suoi
pii e laboriosi genitori ebbero cura che nello stesso giorno in
cui nacque fosse rigenerato con le acque sacre del Battesimo; e
nulla omisero per formare quellanimo innocente ad una sincera
pietà verso Dio.
A sette anni gli fu amministrato il sacramento della Cresima; padrino
fu il sacerdote stesso che gli conferì il Battesimo. Questi
poi completò leducazione religiosa del bambino e gli
impartì le prime nozioni della scuola.
Presto fu iscritto al piccolo clero della Chiesa Collegiale di S.
Giovanni Battista, in Angri; e il mese di novembre dellanno
1850 entrò nel seminario diocesano di Nocera de Pagani.
Compiuto regolarmente e con diligenza il corso degli studi, fu consacrato
sacerdote il 29 maggio 1863. Il Servo di Dio nominato quasi subito
coadiutore della Chiesa Collegiata di Angri, mostrò grande
zelo per la salvezza delle anime. Si diede infatti completamente
alle opere del sacro ministero, specie alle confessioni degli uomini
e degli infermi, alla predicazione assidua della parola di Dio,
alla istruzione religiosa dei fanciulli e dei giovani, alle sacre
funzioni con canto. Aprì, inoltre, una scuola nella propria
casa per istruire gratuitamente i fanciulli nei primi elementi delle
lettere. Sullesempio di Giovanni Bosco, apostolo dei giovani,
e con il quale tenne corrispondenza epistolare, nel 1871 il Servo
di Dio aprì un Oratorio sotto la protezione di S. Luigi Gonzaga.
Da ciò il nome di Luigini dato a coloro che egli edu-cava
assiduamente nel campo religioso e civile.
Nel 1866, quando il colera imperversò su tutta la Campania,
il Servo di Dio si prodigò in ogni modo per curare gli ammalati,
per nulla atterrito dal pericolo. La malattia colpì anche
lui; ma fu risparmiato dalla morte, non senza intervento divino,
come si diceva. Nel 1868 fu nominato sacrista della Collegiata di
cui sopra; e nel 1873, dopo aver partecipato e superato il concorso,
fu promosso Mansionario, e cioè Cantore del Capitolo dei
sacerdoti della stessa Chiesa: ufficio che ritenne fino al 1897,
quando fu eletto Canonico.
Oltre a questa attività, che il Servo di Dio svolgeva con
animo fervoroso e con grande frutto per le anime, dallanno
1867 egli fu anche Direttore spirituale ed amministratore delle
confraternite di S. Margherita e del Purgatorio; nellanno
1887 gli fu affidata la direzione delle Figlie di Maria; nel 1893
fu nominato dal Vescovo Delegato per la disciplina del clero; infine
nel 1901, con il consenso del Vescovo fondò unassociazione,
nella quale gli uomini cattolici militassero sotto la bandiera di
Cristo.
Mosso da apostolico fervore e dal desiderio della gloria divina,
nel 1869 era divenuto membro alla Congregazione dei Missio-nari
di S. Vincenzo di Nocera de Pagani, che avevano come attività
principale quella di ravvivare la pietà del popolo nelle
città, nei paesi e nelle campagne per mezzo delle sacre missioni.
Ma mentre egli, diligente ed attivo soldato di Cristo, svolgeva
questo apostolato, non cessava di rivol-gere nellanimo ciò
che aveva formato loggetto dei suoi pensieri e del suo cuore
fin dalla sua fanciullezza e cioè: fondare un Istituto per
lInfanzia, specie per le fanciulle, esposte a tanti pericoli
e a tanti mali, progetto che poté attuare solo nel 1878.
Le cose andarono così. Andato a vuoto il disegno dellAbate-Parroco
della Collegiata di S. Giovanni Battista di fondare un orfanotrofio
per bambine, il Servo di Dio Alfonso Maria FUSCO, pieno di fiducia
in Dio e con laiuto di una pia signora, nel 1876 fondò
questo orfanotrofio, da tanto desiderato, anche dal popolo, che
affidò alle cure spirituali e temporali delle Suore della
Compassione, fatte venire da Stabia ad Angri.
Ma questopera, basata troppo su elementi umani, non rispondeva
completamente allideale dellattività operosa
del Servo di Dio egli voleva che lIstituto allargasse
maggiormente il campo della sua beneficenza .
Nel settembre del 1878, dopo aver consultato il proprio Ordinario
e il suo direttore spirituale, con quattro pie giovani diede vita
ad una nuova famiglia religiosa, che prendeva il nome da S. Giovanni
Battista per la particolare devozione che egli aveva verso il celeste
protettore di Angri. Fu così che, sin dalla fondazione della
prima casa, furono accolte numerose orfane e fanciulle abbandonate
ed in pericolo, le quali da quelle pie giovani erano formate alla
pietà e istruite. Il 2 agosto 1888 lOrdinario di Nocera
approvò le regole.
Non mancarono certo al nuovo Istituto, sia nel suo nascere che nel
suo propagarsi, difficoltà, avversità, tribolazioni,
ingiurie; ma il Servo di Dio le sopportò e le vinse con la
preghiera, con la pazienza, con la fortezza, e con la fiducia nellaiuto
celeste. Ed intanto, mentre egli attendeva ai consolidamento dellIstituto
a cui Dio concesse nello spazio di due decenni di potersi
meravigliosamente propagare in Italia e fuori e alla formazione
dei suoi membri, non mancò di far sì che nella casa
di Angri i ragazzi poveri, gli orfani e gli abbandonati fossero
avviati ad un mestiere.
Alla fine, sfinito dalle fatiche e colpito improvvisamente da attacco
cardiaco, lasciò questa vita mortale per quella immortale,
in Angri il 6 febbraio 1910, munito dei SS. Sacramenti, lasciando
alle Suore e a quanti erano presenti lesempio di una piissima
morte.
Nel Servo di Dio il lavoro e lattività si armonizzavano
con la vita spirituale: anzi, emanavano proprio dalla ricchezza
della sua pietà. Con laiuto della grazia divina, brillò
per lesercizio di tutte le virtù cristiane, specialmente
della carità, per cui si ama Dio e luomo per amore
di Dio. Diede anche splendidi esempi di umiltà e fortezza
nel sopportare le avversità con una mirabile venerazione
verso la SS. Eucarestia, e con una devozione davvero filiale verso
la Vergine Madre di Dio, alle cui catene si diceva legato e prigioniero
ed anche con mortificazioni corporali protesse costantemente la
sua castità sacerdotale.
La fama di santità, per cui il Servo di Dio si segnalò
da vivo, crebbe dopo la sua morte; e sembrò che venisse confermata
da Dio con dei prodigi. Si cominciò allora a trattare la
causa per attribuirgli gli onori dei Beati. Fu così che per
autorità del Vescovo presso la Curia di Nocera de Pagani
furono iniziati i Processi sulla fama della santità della
vita, delle virtù e dei miracoli in genere, sugli scritti
e sui non culto attribuito al Servo di Dio; terminati questi, furono
trasmessi a Roma, e, osservate le norme giuridiche, il Papa Pio
XII il 22 giugno del 1951, sottoscrisse di proprio pugno la Commissione
per lintroduzione della Causa. Negli anni 1952-1954, per autorità
della Sede Apostolica fu istituito nella stessa Curia di Nocera
de Pagani il Processo sulle virtù in particolare del
Servo di Dio. Sul valore giuridico delluno e dellaltro
processo uscì un Decreto della allora 5. Congregazione dei
Riti il 28 febbraio 1958.
Poi, secondo il dovuto ordine giuridico e ad istanza del Rev.mo
P. Antonio Ricciardi, Postulatore premuroso di questa Causa, ebbe
luogo presso la 8. Congregazione per le Cause dei Santi la discussione
sulle virtù teologali, cardinali, e delle altre connesse
con queste del Servo di Dio: e precisamente, prima nella cosiddetta
adunanza peculiare degli Officiali Prelati e dei Padri Consultori,
tenutasi il 21 luglio 1970; poi (premesse le speciali dilucidazioni
redatte dallUfficio Storico-Agiografico della stessa Sacra
Congregazione e pubblicate nel 1975) fu celebrata ladunanza
plenaria dei Padri Cardinali il 7 ottobre 1975, in cui tenne la
relazione lEminentissimo Cardinale Pericle Felici. Tutti,
con voto unanime, dopo aver pesato e considerato ogni argomento,
affermarono che il Servo di Dio aveva esercitato tutte le virtù
cristiane in grado eroico.
Dopo che il sottoscritto Pro-Prefetto ebbe fatto di ogni cosa una
relazione al Sommo Pontefice Paolo VI, Sua Santità, nellUdienza
a lui concessa il 9 gennaio 1976, approvò i voti dei Padri
Cardinali, e dispose che venisse preparato il Decreto sulleroicità
delle virtù del Servo di Dio.
Fatto ciò, chiamati a sé, oggi, lEminentissimo
Cardinale Pericle Felici, relatore della Causa, il sottoscritto
Pro-Prefetto, e me, Vescovo Segretario della Sacra Congregazione
e gli altri che sogliono essere convocati, alla loro presenza, disse
solennemente: che risultava leroicità delle virtù
teologali, Fede, Speranza e Carità sia verso Dio sia verso
il prossimo; ed inoltre delle virtù cardinali della Prudenza,
Giustizia, Fortezza e Temperanza, e delle altre connesse con esse,
del Servo di Dio Alfonso Maria FUSCO nel caso presente e per lo
scopo di cui si tratta.
Dispose inoltre che questo Decreto fosse pubblicato, e venisse conservato
negli atti della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi.Roma,
12 Febbraio 1976.
+CORRADO BAFILE
Arcivescovo titolare di Antiochia di Pisidia
Pro-Prefetto
L.+S.
+GIUSEPPE CASORIA
Arcivescovo titolare di Vescovio
Segretario
>> torna alla seconda parte.
|