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Il miracolo proposto alla nostra discussione riguarda una guarigione
quasi repentina, completa e duratura di un bambino di quattro anni:
Gershom Chizuma.
Il bambino nato in Zambia il 19 maggio 1994 si ammalò il
18 gennaio 1998 con febbre molto elevata di origine malarica con
convulsioni e perdita di coscienza.
Dopo una cura intensiva fatta in casa, il bambino venne ricoverato
in ospedale, dove furono fatte delle ricerche e delle cure adatte
al caso.
Dall' esame parassitologico è risultato che il 20% degli
eritocitri era infestato da plasmodium falciparum, responsabile
della malattia terzana.
Gli vennero somministrati: chinino per endovena, farmaci anticonvulsanti,
e antiedema cerebrale e antibiotici. Dopo cinque giorni la sintomatologia
non è mutata, anzi sopravvenne anche una grave broncopolmonite
con difficoltà respiratoria, per cui i medici diedero una
prognosi infausta a breve scadenza.
Questo stato di cose perdura fino al 2 febbraio, ma la mattina del
3 febbraio, alla visita medica si constata la scomparsa del coma,
della febbre e della broncopolmonite. L'esame del sangue conferma
l'assenza del Plasmodium. Il bambino viene dimesso dall'ospedale
il 6 febbraio con buone condizioni di salute che perdurano ancora.
Il medico curante dott. Muludyang depone "ero certo che il
bambino sarebbe morto. Sia io che la madre avevamo perso ogni speranza".
Prognosi
Il dott. Marsyano Muludyang, che lo aveva in cura, depone:
«la prognosi del 2 febbraio 1998 era molto grave; infatti
prevedevo la morte del bambino. lo stesso la formulai e la resi
nota alla madre. Ero certo che il bambino sarebbe morto. Sia io
che la madre avevamo perso ogni speranza.
Il risultato della diagnosi all'atto del ricovero era: malaria cerebrale.
Questa diagnosi fu fatta dal mio medico assistente che era di guardia
la notte del ricovero. lo confermai la stessa diagnosi la mattina
del 21 gennaio 1998. La diagnosi era assolutamente sicura e confermata
dall'analisi del sangue al microscopio, che mostrava il 20% dei
globuli rossi invasi da parassiti (più di 50.000 globuli
rossi). Diagnosi inoltre confermata dalle manifestazioni e sintomi
clinici. Non ci fu alcun risultato alle terapie (una terapia con
clorochina, due terapie di Fansidar, tre terapie di chinino endovenoso,
una di Halfan)» (Summ., pp. 8, Il ).
La guarigione avvenne tra la notte del 2 febbraio e il mattino del
3 febbraio 1998. Mi dissero che a un certo punto della notte si
era messo a cantare. A veva piena coscienza e si mise a sedere.
La mattina gli diedero un po' di latte da bere. La temperatura da
40° era scesa ed era normale.
L' esame che gli feci la mattina del 3 febbraio non rilevava in
lui alcunche di patologico. La broncopolmonite era sparita. Il sistema
respiratorio era libero. L'esame di sangue al microscopio era negativo,
la coltura del sangue in vitro e la sensibilizzazione erano negativi.
Le pulsazioni erano normali. Il sistema nervoso era normale.
Questa guarigione non può essere spiegata dalla scienza medica.
Il bambino non reagì positivamente alla terza dose di chinino,
infatti egli non rispose al trattamento (Summ., pp. 10-12,15).
Questa diagnosi e la guarigione venne confermata dal personale dell'
ospedale e tutti parlano di guarigione miracolosa.
I Periti ex officio confermano la diagnosi del medico curante.
«Malaria cerebrale con coma persistente e prolungato. Grave
parassettimia malarica ematica. Broncopolmonite intercorrente. Inoltre
i periti riconoscono la prognosi riservata quoad vitam, estremamente
sfavorevole quoad valetudinem».
La terapia usata nel caso viene da tutti i periti "terapie
idonee, tempestive, ma non efficaci perche la parassettimia rimase
inalterata".
Parere dei medici sulla guarigione
Il dott. Muludyan
«Per quanto la scienza medica prevede, il bambino poteva morire.
Peggiorava di giorno in giorno. I pazienti o muoiono o guariscono.
Se guariscono hanno degli effetti col laterali negativi e la guarigione
è progressiva, non improvvisa» (pp. 17-20).
Il dott. Kenneth Ngosa, pediatra
«Nella mia esperienza come capo del dispensario, in casi come
quello di Gershom, sarebbe anormale superare la crisi dopo diversi
giorni in grave stato di coma. La maggior parte dei pazienti in
queste condizioni muoiono. Questo è il primo caso nella mia
esperienza» (p. 21).
I periti ex officio hanno deposto:
Il Prof. Franco de Rosa
«non spiegabile quoad modum».
Il dott. Luigi Tarani
«non spiegabile scientificamente per la inefficacia delle
terapie e per la rapidità e completezza».
La consulta medica in data 20-10-99 nella discussione collegiale
è arrivata a questa conclusione: «dall'insieme degli
elementi clinici e dagli esami di laboratorio emerge un quadro gravissimo
di malaria cerebrale la cui guarigione improvvisa non
appare scientificamente spiegabile».
In conclusione
«1a modalità di guarigione, repentina, completa e diuturna
e duratura è scientificamente inspiegabile il quoad modum».
Invocazione
La guarigione istantanea di Gershom sarebbe avvenuta per intercessione
del S. di D. Alfonso Maria Fusco, invocato dalle Suore di San Giovanni
Battista, da Lui fondate.
Voti dei Consultori Teologi
L' iniziativa della invocazione del Servo di Dio venne presa da
Suor Livia Casiero.
Ecco quanto depone questa religiosa: «io presi l'iniziativa
di invocare il Servo di Dio Alfonso Maria Fusco. Quel giorno 2 febbraio
1998, chiesi alla madre di Gershom come stava il suo bambino, lei
mi rispose che non aveva più speranza. In quel momento ho
avuto una certa ispirazione, andai a casa, presi una immaginetta
di Alfonso Maria Fusco con la preghiera stampata dietro e tornai
all'ospedale. Recitai la preghiera accanto al letto di Gershom,
poi dissi alla madre di Gershom di pregare invocando l'intercessione
di Alfonso Maria Fusco, usando la preghiera dietro l'immaginetta,
chiedendo al Signore quello che lei desiderava per il suo figlio
e di mettere poi l'immaginetta con la preghiera del Venerabile Alfonso
Maria Fusco sotto il cuscino di Gershom. Le dissi che avrebbe visto
il bambino stare bene già dal giorno dopo».
«Non pregammo altri santi, eccetto Alfonso Maria Fusco».
Invocarono il Servo di Dio Alfonso Maria Fusco, oltre alla suddetta
Suor Livia Caserio anche, come lei stessa riferisce, Suor Maria
Kabwe, Suor Margaret Bota, Suor Margaret Musonda, Giuseppina Zulu
...come anche la madre di Gershom e la nonna.
Tutte queste persone citate confermano di avere invocato il Servo
di Dio Alfonso Maria Fusco.
Conclusione
Visti i referti medici che si pronunciano sulla guarigione inspiegabile
e repentina, vista la relazione della suora Livia Caserio e delle
altre religiose, assieme alla madre e la nonna del malato, non credo
di dover sollevare delle obiezioni.
Confermo il mio voto positivo sul miracolo attribuibile alla invocazione
del Venerabile Servo di Dio Alfonso Maria Fusco.
>>voto V
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