A che santo ti sei raccomandato

«A che santo ti sei raccomandato» (Pastena di Salerno, 1927)

Sul principio del 1927 si ammalò di pleurite il mio caro babbo. Fu chiamato subito a curarlo un profes-sore da Salerno; si stette scrupolosamente alle sue prescrizioni, ma nonostante le premurose ed assidue cure, la malattia andava sempre più aggravandosi.
Essendo io alunna del laboratorio delle Suore Battistine a Pastena di Salerno, queste prendevano parte al dolore della mia famiglia, interessandosi dello stato di mio padre.
Nel febbraio dello stesso anno, l’infermo peggiorò e le Suore mi consigliarono di rivolgermi fiduciosa al Loro Fondatore per ottenere la guarigione. Esse medesime vennero a casa e, dopo aver rivolto parole di conforto all’ammalato, gli porsero un’immagine del Canonico Alfonso Maria Fusco. L’infermo, piangendo, baciò la cara immagine, la pose sotto il guanciale e durante tutta la notte non fece altro che baciarla e raccomandarsi al Servo di Dio.
Io, a mia volta, presi un’altra immagine, la esposi e, piena di confidenza, pregai la SS.ma Trinità che per l’intercessione del Canonico Alfonso Fusco mi ottenesse la guarigione del babbo.
L’indomani papà si sentì meglio; il professore che lo curava, dopo averlo visitato, uscì in questa esclamazione: «Tu non hai più il male di ieri, sei fuori pericolo; a che Santo ti sei raccomandato».
Mio padre s’incoraggiò e giorno per giorno migliorava con grande consolazione di tutta la famiglia e del professore curante.
Adesso sta perfettamente bene, da non sentire più le conseguenze del male.
Per grazia sì grande la mia famiglia ed io siamo rico-noscentissime alla SS.ma Trinità che, per intercessione del Fondatore delle suore Battistine, ci ha fatto questa grazia.
Roma, 24-12-1934

G.P.